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L'azione
teatrale
PRIMO TEMPO
Quadro
I
Grande
piazza in Hamelin
La
città di Hamelin, ricco centro della Sassonia, celebra la festa della
vendemmia. Le fanciulle recano ceste d'uva mentre i carri sfilano
trasportando enormi botti di birra. Ovunque regna l'allegria. Il
Borgomastro, rispondendo alle acclamazioni della folla, loda la
laboriosità dei cittadini e la ricchezza della città, vanto e fama di
tutto l'Impero. Alcuni degli abitanti, in mezzo al giubilo generale, si
dichiarano turbati dalla presenza di Hans, il giovane poeta, il quale,
anziché operare attivamente, si trattiene cogli animali e coi
fanciulli, a giocare, a leggere poesie, a raccontare fiabe e leggende, a
contemplare le bellezze della natura. Il Borgomastro, preoccupato che
questo possa distogliere i giovani dalle ferventi occupazioni quotidiane
e dal loro dovere futuro, ordina che gli animali siano rinchiusi in
gabbie, condotti fuori dalle mura e abbandonati nel bosco al loro
destino e che venga impedito ai bambini di frequentare Hans. Mentre
tutti si affaccendano per obbedire all'ordine impartito, Lise, la
giovane figlia del Borgomastro, interviene per convincere il padre a
desistere da un tale proposito. Sopraggiunge anche Hans disperato per
l'insensibilità degli abitanti. Ma questo provoca l'ira del Borgomastro
che lo insulta e lo scaccia dalla città.
Il
pianto dei fanciulli, in lontananza, accompagna il triste viaggio degli
animali verso il bosco.
Quadro
II
Una
radura nel bosco
Hans
tenta di consolare gli animali che sono, tristi e malinconici,
accovacciati sull'erba.
Sopraggiunge
Lise la quale invita il giovane a rientrare ad Hamelin e a fare atto di
sottomissione al Consiglio della Municipalità che ha deciso di bandirlo
per sempre dalla città.
Hans
rifiuta, però, di cedere alle minacce. All'improvviso appare lo
Straniero. Ai due giovani, sorpresi, egli raccomanda di non rinunciare
alla purezza dei loro cuori e promette che nulla verrà a turbare il
loro affetto. Mentre il sole cala all'orizzonte, lo Straniero si avvia
verso le porte di Hamelin.
Quadro
III
Le
contrade di Hamelin
La
notte è scesa sulla città. L'uomo di ronda invita al riposo e alla
quiete gli abitanti immersi nel sonno. All'orizzonte appare lo straniero
che intona col piffero una dolce melodia. Improvvisamente da ogni parte
un'orda di topi affamati invade la città divorando ogni cosa.
Quadro
IV
La
taverna
Il
Consiglio Municipale è riunito per decidere come arginare l'invasione
dei roditori che distruggono la città. Da ogni parte giungono notizie
terribili che gettano tutti in preda allo sconforto. Il Borgomastro
decide di promulgare un editto che promette una ricompensa a chi salverà
Hamelin da tanta calamità. Lo Straniero, fra lo stupore generale, si
avanza e promette di salvare la città dal flagello che la distrugge
richiedendo un premio di mille monete d'oro.
Tutti
si prostrano davanti a lui promettendogli riconoscenza eterna ed egli si
congeda per mantenere quanto promesso.
Quadro
V
Le
sponde del Weser
Lo
straniero intona col piffero una dolce melodia.
Dalle
porte della città i topi, richiamati dal suono, escono a frotte
gettandosi nelle onde del fiume Weser e scomparendo per sempre.
FINE PRIMO TEMPO
SECONDO TEMPO
Quadro
VI
La
Sala del Municipio di Hamelin
Il
Borgomastro e i membri del Consiglio sono in preda all'agitazione: da
cinque giorni lo Straniero attende sulla piazza di ricevere la
ricompensa. Il Borgomastro, deciso ad evitare l'esborso delle mille
monete d'oro, riceve l'uomo e lo alletta con la promessa di un monumento
con cui tramandare ai posteri il nobile gesto compiuto per la città di
Hamelin.
Di
fronte al rifiuto dello Straniero, il quale ha ben compreso la manovra
dei Consiglieri, tutti negano di aver promesso del denaro, mostrandosi
scandalizzati che un'opera compiuta per il bene dell'umanità debba
essere premiata con vile moneta. Lo Straniero, indignato per tanta
ipocrisia, lascia il Municipio affermando che Hamelin conserverà un
ricordo incancellabile del suo operato.
Quadro
VII
La
Piazza di Hamelin
Lo
Straniero modula col piffero una dolce melodia. Dalle case escono i
bambini e le bambine di tutta Hamelin che, seguendo il magico suono, si
inoltrano nel bosco lasciando i padri e le madri in preda alla
disperazione.
Quadro
VIII
La
Piazza di Hamelin
Sono
trascorsi cinque interminabili giorni. Gli abitanti di Hamelin vivono
nello sconforto. Il Borgomastro e i Consiglieri assistono impotenti al
dolore dei genitori. La vecchia e saggia Frida si avanza e richiama alla
memoria di tutti il bel tempo in cui gli abitanti di Hamelin godevano di
una vita semplice e serena, libera dall'ambizione e dalla cupidigia.
Colpito dalle parole della donna, il Borgomastro decide di recarsi nel
bosco e consegnare il premio pattuito allo Straniero. Ma il Pifferaio
appare all'improvviso. Dalle sue parole tutti comprendono che dalla
scomparsa dei topi non è passato che un solo giorno, non vi è stato
nessun inganno né alcuna punizione. I figli degli abitanti di Hamelin
giocano nel bosco con Hans, come in una qualunque giornata. Egli
annuncia, altresì, un futuro brillante per il giovane poeta e, prima di
lasciare Hamelin, dona le mille monete d'oro a Lise affinché possa
sposare Hans. Ed ecco che, sulla melodia del piffero, i bambini, Hans e
gli animali fanno ritorno nella città fra la gioia generale. Preceduto da squilli di trombe un Messo
Imperiale annuncia al Borgomastro e a tutti gli abitanti di Hamelin che
il giovane Hans è chiamato dall'Imperatore a ricoprire il ruolo di
poeta di Corte. Tutta Hamelin festeggia con danze e canti i lieti
avvenimenti. La melodia, intonata dal Pifferaio Magico compie, infine,
l'ultimo prodigio: agli occhi di tutti Hans appare guarito. E la notte
scende misteriosa sulla città di Hamelin.
FINE
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