Villaggio
dei dintorni di Napoli, in riva al mare
Il ritorno dei
pescatori.
Approda una barca: vi scendono compare Pascà e Pierrot carichi di pesce.
Marinella corre loro incontro. Ciccillo ferma Marinella per dichiararle il
suo amore. Interviene Pierrot che, vedendo il rivale ai piedi della sua
innamorata, lo scaccia bruscamente. Ciccillo parte giurando vendetta.
Pierrot rimprovera Marinella della sua infedeltà. Marinella protesta la sua
fedeltà e dichiara che la pura combinazione l’ha fatta incontrare con
Ciccillo. Ma Pierrot, accecato dalla gelosia, la respinge. Marinella,
piangendo, rientra a casa. Compare Pascà, indispettito per l’affronto
alla figlia, esce buttando ai piedi di Pierrot il suo fagotto e lo scaccia
dal suo servizio.
Pierrot è disperato. Come
vivere senza Marinella? Egli canterà la dolce canzone che tanto piace alla
sua Marinella, commuoverà la fanciulla, otterrà il suo perdono e, per
mezzo suo, quello di compare Pascà. Sicuro della buona riuscita, corre a
provvedersi della chitarra.
Ciccillo si avanza cauto nell’oscurità, armato di pistola e si nasconde.
Pierrot ritorna accompagnandosi colla chitarra: la sua canzone esprime
l’amore immenso che egli porta a Marinella.
Essa si affaccia ad udire la serenata del suo Pierrot. Un colpo di pistola
tronca bruscamente la dolce canzone: Pierrot cade fulminato al suolo.
Marinella manda un grido straziante e accorre in istrada. Nel frattempo,
Ciccillo afferra Pierrot per la vita, lo solleva, lo lancia in mare e
rapidamente fugge.
QUADRO
II
Stanza
in casa di compare Pascà
Marinella mesta e
piangente pensa sempre al suo Pierrot.
Pascà entra con Ciccillo e lo presenta a lei, dicendole che egli l’ha
chiesta in isposa. Marinella rifiuta l’offerta perché non lo ama ed è
ancora vivo in lei il ricordo di Pierrot vilmente assassinato. Pascà monta
sulle furie e vuole obbligarla al matrimonio. Marinella rinnova il rifiuto e
si ritira. Pascà promette a Ciccillo che obbligherà la figlia ad accettare
la sua mano e che l’indomani si celebrerà il matrimonio.
QUADRO
III
In
fondo al mare
Il corpo di Pierrot cala
lentamente a fondo.
La dea del mare, si avvicina a lui, lo rialza e lo richiama in vita.
Pierrot è sbalordito e non sa rendersi ragione del come si trovi negli
abissi del mare. La Dea gli addita il suo assassino facendone comparire
l’immagine sulla parete di uno scoglio. Gli presenta quattro splendide
fanciulle, le più preziose perle del mare, perché scelga fra esse quella
che più gli piace ma il cuore di Pierrot non sa scordare Marinella. La Dea
commossa dalla sua fedeltà e costanza, gli fa comparire Marinella. Pierrot
vorrebbe correre ad abbracciarla, ma l’immagine sparisce. Pierrot si getta
ai piedi della Dea supplicandola di fargli ricomparire la cara immagine. La
divinità del mare decide di restituire Pierrot alla vita. Una conchiglia
dorata tirata da cavalli marini li trasporta alla superficie delle acque.
QUADRO
IV
Sala
del Comune
Gli invitati si
adunano nella sala comunale per assistere alle nozze di Marinella con
Ciccillo.
Arriva lo sposo accompagnato dai suoi compari. Marinella spinta dal padre,
si avanza a malincuore. Ecco l’usciere municipale in gala, che annunzia
l’ingresso del Sindaco, il quale entra con gravità seguito da due
guardie. Il Sindaco invita gli sposi a porgersi la destra. Ciccillo per il
primo ubbidisce giubilante all’invito; Marinella non vuole, piange,
supplica; ma il padre è inflessibile e vuole che ella acconsenta al
matrimonio. Improvvisamente si ode la voce di Pierrot che canta la dolce
canzone che tante volte ha fatto sussultare il cuore di Marinella. Tutti
sono sorpresi e meravigliati, poiché sanno che Pierrot è morto!
Ad un tratto egli compare: ha in mano la giacca insanguinata e grida
additando Ciccillo: “Ecco il mio assassino!”. A questa accusa Ciccillo
tenta di fuggire ma le guardie lo arrestano.
Pierrot s’inginocchia di fronte a Marinella e le chiede perdono. Marinella
lo alza e lo abbraccia; insieme implorano dal padre il consenso per il loro
matrimonio. Compare Pascà fa ammenda del suo errore e concede il consenso.
Il Sindaco li sposa fra la gioia generale e per festeggiare il lieto
avvenimento, ordina una grande festa a mare.
QUADRO
V
Vasta
spiaggia di mare con villaggio illuminato
Fra lieti suoni e
canti, coppie di giovani pescatori escono dalla casa.
Una comitiva di Pierrots intreccia allegre danze.
La distesa del mare è seminata di barche: da esse giungono le note di liete
canzoni napoletane.
Una grande barca più di tutte illuminata ed adorna di fiori porta Pierrot,
Marinella ed una lieta comitiva di mandolinisti che suonano la serenata
tanto cara agli sposi.
Quando la barca giunge in mezzo alle altre appare la Dea del Mare benefica e
protettrice.
LO SPIRITO
FOLLETTO
QUADRO
PRIMO
Il
parco nel castello di Bellariva
Il
giardiniere Zanetto e la figlia del Barone di Bellariva, Irma, si amano
teneramente. Come ogni giorno, furtivamente, il giovane si reca nel parco
del castello all’appuntamento con l’innamorata: la dolce melodia del
flauto è il segnale per il convegno amoroso. Irma sopraggiunge disperata:
il padre l’ha destinata in sposa al Contino della Rocca, il cui arrivo è
atteso da un momento all’altro. Mentre Zanetto, angosciato dalla notizia,
tenta di confortare la fanciulla, il Barone li sorprende. Sdegnato egli
intima alla figlia di ritirarsi, incurante delle sue lacrime, e ordina ai
servi di bastonare il giovane giardiniere per la sua audacia nell’aver
alzato lo sguardo su una fanciulla di nobile rango. Al povero Zanetto non
rimane che fuggire. Lo scalpitare dei cavalli ed il rumore delle carrozze
annunciano l’arrivo dello sposo il quale, preceduto dal Maestro di
Palazzo, fa il suo ingresso nel parco con le dame ed i gentiluomini del
seguito.
Irma viene presentata allo sposo ed agli illustri ospiti. I giardinieri
rallegrano con liete danze la comitiva. All’invito del Barone tutti si
apprestano a ritirarsi nel castello, quando un vecchio mendicante si avanza
tra gli ospiti. Il Barone, furioso, ordina che il vecchio sia allontanato,
e, scusandosi con gli ospiti, si avvia verso il palazzo seguito da tutti.
L’infelice Zanetto, nascosto tra i cespugli, accompagna con sguardo
melanconico il corteo che si allontana. Un rumore improvviso lo obbliga ad
abbandonare i suoi tristi pensieri: il vecchio mendicante, stremato dalla
fatica, giace ai suoi piedi. Mosso a compassione, Zanetto lo rialza e gli
presta soccorso. Il vecchio, riconoscente, chiede al giovane il motivo di
tanta mestizia e promette di renderlo felice. Ad un suo cenno compare la
scritta: “Quando il flauto suonerà tutto quanto ballerà”. Per incanto
il vecchio si trasforma in un Folletto il quale, assicurata a Zanetto la sua
protezione costante, scompare lasciando il giovane in preda alla meraviglia.
QUADRO
SECONDO
Una
piazza
Un
burattinaio ha piantato la baracca in un angolo della piazza. I passanti
sono richiamati dal rullo del tamburo che invita al trattenimento. Mentre la
rappresentazione ha inizio, il Barone ed i promessi sposi sopraggiungono e,
attratti dall’insolito spettacolo, si mescolano alla folla che assiste
divertita. Zanetto, che ha seguito il corteo nuziale, fa cenno ad Irma di
abbandonare quel luogo. Allontanatasi la fanciulla, con il suono del flauto
egli obbliga i presenti a danzare freneticamente generando ovunque una
allegra confusione. All’apparire di un essere spaventoso tutti si danno
alla fuga.
QUADRO
TERZO
La
sala di giustizia
Il
Barone ed il Contino, indignati per l’affronto subito, si presentano al
Giudice Imparziale per sporgere querela contro Zanetto, accusandolo di
stregoneria e invocando l’intervento della legge. Il Giudice, uditi i
testimoni che confermano l’accaduto, ordina ai gendarmi di arrestare il
giardiniere. Questi viene condotto nella Sala di Giustizia per essere
giudicato.
Il Giudice impone al giovane di suonare il magico flauto per constatare la
veridicità dell’accusa. Avuta la prova inconfutabile di tanta diavoleria,
si accinge a condannarlo ma lo Spirito Folletto, che vigila sul suo
protetto, reca scompiglio fra i presenti, consentendo così a Zanetto di
fuggire.
QUADRO
QUARTO
Giardino
di notte
Alcune
fanciulle intrecciano liete danze mentre Irma pensierosa attende notizie del
suo amato. L’arrivo di Zanetto reca conforto alla giovane che viene
informata sull’accaduto. Sgomenti e trafelati per quanto hanno veduto in
tribunale, sopraggiungono il Barone ed il Contino; scorgendo il giardiniere
a colloquio con Irma, vogliono scacciarlo. Lo Spirito Folletto appare
improvvisamente e obbliga il Barone ad acconsentire alle nozze fra i due
giovani innamorati. A nulla valgono le proteste del Contino che tenta di
opporsi: Irma sposerà il suo Zanetto. Mentre il Barone benedice gli sposi,
il Folletto scompare.
QUADRO
QUINTO
La
dimora dello Spirito Folletto
Irma
e Zanetto sono trasportati nella dimora dello Spirito Folletto, ove
celebrano le loro nozze.
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