Synopsis




 

 


 

Synopsis

I quadri dell'azione scenica

  

            PRIMA PARTE

 

Quadro I                      

Il Reform Club di Londra: il nuovo cameriere di Phileas Fogg - la scommessa - l'inizio del viaggio.

 

Quadro II                    

Il porto di Suez: l'ispettore di polizia Fix - l'Americano - dall'Africa

all'India.

 

Quadro III                   

La Pagoda di Malabar Hill a Bombay: il profanatore.

 

Quadro IV                   

Bungalow in rovina: la Maharani.

 

Quadro V                    

Gran Necropoli di Pillaji: la cerimonia funebre - il salvataggio.

 

Quadro VI                   

Sala d'albergo a Calcutta: i primi intralci - dall'India alla Cina.

 

Quadro VII                  

Sala d'albergo di Hong Kong: la nuova compagna di viaggio.

 

Quadro VIII                

Taverna di Hong Kong: l'inganno - dalla Cina al Giappone.

 

Quadro IX                   

Una strada di Yokohama: Passepartout cerca di sopravvivere.

 

Quadro X                    

Interno del circo di Yokohama: spettacolo interrotto.

 

 

            SECONDA PARTE

 

Quadro I                      

Dal Giappone all'America: taverna a San Francisco - uno strano      predicatore - verso le Montagne Rocciose.

 

Quadro II                    

Stazione di Kearney: un viaggio pericoloso.

 

Quadro III                   

La Scala dei Giganti: il sacrificio - dall'Ovest all'Est.

 

Quadro IV                   

Sottocoperta dell'Henriette: avanti tutta!

 

Quadro V                    

Sul ponte dell'Henriette: il naufragio.

 

Quadro VI                   

Casa di Fogg a Londra: tutto è perduto ma...

 

Quadro VII                  

Sala del Reform Club: la vittoria.

 

Quadro VIII                

Sala da ballo parata a festa: evviva gli sposi.

 

NOTE SULLA MUSICA

 

 

Le musiche di scena sono state appositamente trascritte e riorchestrate da Danilo Lorenzini, compositore milanese e docente presso il Conservatorio "Giuseppe Verdi" di Milano.

Per questa operazione si è fatto riferimento a due partiture legate allo spettacolo e scritte rispettivamente da Corrado Gualtieri e da Giuseppe Gremoli. Di entrambi sono pressoché inesistenti notizie biografiche.

Si sa che Gualtieri ha lasciato un numero notevole di partiture per il teatro delle marionette ("Gli ultimi giorni di Pompei", "Il drago verde", "L'umile eroe") mentre il nome di Gremoli, per quanto concerne questo spettacolo, risulta solamente dal frontespizio di un fascicolo contenente la parte musicale di un singolo strumento.

Le due partiture differiscono soprattutto per gli organici adottati: quella di Gualtieri prevede, oltre al pianoforte che svolge il ruolo primario, parti di flauto, violino e contrabbasso. Questa formazione suscita qualche perplessità circa la completezza del materiale pervenuto specie se messa a confronto con altri lavori dello stesso autore nei quali si impiegano formazioni più ampie.

Più plausibile invece potrebbe essere l'organico adottato da Gremoli che comprende, oltre al pianoforte, sempre con ruolo conduttore, il flauto, il clarinetto, la tromba, il trombone, il violino e il contrabbasso.

A complicare ulteriormente le cose interviene qualche incertezza circa l'attribuzione di alcuni brani che, pur appartenendo al fascicolo di Gremoli, sono manoscritti da Gualtieri.

Anche in questo caso, come per il copione, la scelta è avvenuta nel senso di una mediazione il cui risultato riproducesse il più fedelmente possibile il timbro delle orchestrine che accompagnavano lo spettacolo.

La partitura odierna prevede il pianoforte a quattro mani, il clarinetto, la tromba e il violoncello.

I brani che accompagnano le scene sono tratti liberamente da ambedue le partiture, secondo le necessità dettate dal copione di Eugenio Monti Colla.

La legittimità di questo "collage" non deve lasciare adito se si considera che l'interesse di queste musiche risiede non tanto nel fatto compositivo, che di per sé ha il più delle volte uno spessore decisamente minimo, bensì nell'ampio e colorito repertorio di situazioni che esse forniscono e dal quale si attinge per caratterizzare ora l'una, ora l'altra scena.

Contro ogni tentazione che potrebbe spingere a ritenere questa musica accessoria e non indispensabile, basterà dire che, in passato, gli spettacoli nascevano "a tavolino" con il compositore: temi musicali, fraseggio e dinamica dovevano riflettere esattamente la gestualità del personaggio e costituivano la cornice dell'azione scenica.

Per concludere si segnala tra i vari brani che si distinguono per una certa accuratezza della realizzazione, un "galop" di Corrado Gualtieri che nello spettacolo viene impiegato come intermezzo al termine del primo atto.  

 

 

 


 

 

 

 

home - storia - promozione - argo -atelier - spettacoli - stagione teatrale - news - rassegna stampa - contattaci - registrati

Lo spettacolo - Locandina - Synopsis - Scheda tecnica - Rassegna stampa