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La
storia del povero taglialegna che, contro la sua volontà, incappa nella
violenza dei quaranta ladroni, arriva ora sul palcoscenico della
marionette. Con poca magia, a dire il vero, fatta eccezione per la
formula magica “Apriti, sesamo!” ma con tanta dovizia di particolari
affascinanti per questo teatro che nasce e trae alimento dalla metafora.
Eliminati
i momenti assolutamente macabri quali la morte dell’invidioso fratello
del protagonista o l’intervento del sarto bendato che deve ricucirne
le quattro parti del cadavere, l’attenzione si è rivolta ai
personaggi femminili, la moglie di Alì Baba e la serva, Morgana.
In
una raccolta di fiabe scaturita dall’astuzia (per evitare la morte) e
dalla fantasia di una donna era interessante soffermarsi su protagoniste
che salvano più di una volta la situazione sino al compimento della
vicenda. Come sempre nello spettacolo della Carlo Colla e Figli
convengono numerosi elementi a conquistare l’attenzione dello
spettatore, adulto o giovane che sia e a condurre l’intricato gioco
del teatro.
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