Rassegna stampa



 

 


 

“Ballo Excelsior”

MARIONETTE COSI’ BRAVE DA SEMBRARE BALLERINE

 

IL GIORNO

 

31 dicembre 1999


di Lorenzo Arruga

Chi ha o conosce un bambino o più bambini li accompagni al Piccolo Teatro per vedere il Ballo Excelsior delle marionette di Carlo Colla & Figli. Avrà così, col pretesto di una buona azione, la gioia di godersi uno spettacolo delizioso, e di assicurarsi che le cose belle, antiche e nuove, piacciono sempre ai bambini, e che da grandi si può gustarle anche di più. E scoprirà con meraviglia, nel mondo dei prodigi virtuali e delle realizzazioni tecnologiche più spettacolari, come l’incantesimo sia una realtà molto concreta e molto profonda, e come il patto fra teatranti e spettatori si stabilisca fulmineamente quando ci sono idee, vitalità, mestiere. Il Ballo Excelsior delle marionette Colla (che viene presentato preceduto da una tenera e arcaica rappresentazione “La capanna di Betlemme ), è una festa di movimenti, colori, luci, gesti e scenografie. La festa della Luce, che sconfigge puntualmente il marionettone cattivo dell’Oscurantismo, ripropone in sintesi la famosa produzione Manzotti e Marenco, rifulge nell’aprirsi di scenari da libro illustrato, ma anche da gran teatro miniaturizzato: treni, battelli, biciclette con fanali accesi corron sui ponti,  nelle strade, nel fiume; ci sono danze rigorose o spericolate: mai avreste pensato di ammirare tanto una marionetta che fa la danza del ventre; mai avreste immaginato di stupirvi tanto nell’accorgervi, quando i musicisti salgono in scena a ringraziare, che si trattava di marionette. I musicisti suonano dal vivo, in un arrangiamento di fine Ottocento gustosissima, ma con le impudenze di una tromba e i tremoloni d’un pianoforte a quattro mani, e un gruppetto d’archi: c’è insieme il gusto di una musica accattivante e l’ironia su di essa. Vive, la rappresentazione, proprio di questa ambiguità  : fare da cabaret a fianco del teatro alla Scala, come in un’affettuosa, mordente parodia, ma sedurre con tenerezza; minimizzare ogni effetto, in dimensioni raccolte, ma liberare un virtuosismo stupefacente. Mentre si sorride e si pensa al buon tempo, o magari al cattivo tempo passato, non si riesce a non battere le mani, per la bravura. Mentre si avverte il fascino che sprigiona la rappresentazione, non si può non pensare con orgoglio a quante battaglie stia ancora vincendo la compagnia stabile teatrale più antica d’Italia, la Carlo Colla & Figli, con il suo allegro fascino, con le sue immagini ammalianti, con la sua professionale forza, tetragona a ogni indifferenza, a ogni moda , a ogni mediocrità, e conservata sorprendente genuina.     

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