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di Lorenzo Arruga
Chi
ha o conosce un bambino o più bambini li accompagni al Piccolo
Teatro per vedere il Ballo Excelsior delle marionette di Carlo
Colla & Figli. Avrà così, col pretesto di una buona
azione, la gioia di godersi uno spettacolo delizioso, e di
assicurarsi che le cose belle, antiche e nuove, piacciono sempre
ai bambini, e che da grandi si può gustarle anche di più. E
scoprirà con meraviglia, nel mondo dei prodigi virtuali e delle
realizzazioni tecnologiche più spettacolari, come
l’incantesimo sia una realtà molto concreta e molto profonda,
e come il patto fra teatranti e spettatori si stabilisca
fulmineamente quando ci sono idee, vitalità, mestiere. Il Ballo
Excelsior delle marionette Colla (che viene presentato preceduto
da una tenera e arcaica rappresentazione “La capanna di
Betlemme ), è una festa di movimenti, colori, luci, gesti e
scenografie. La festa della Luce, che sconfigge puntualmente il
marionettone cattivo dell’Oscurantismo, ripropone in sintesi
la famosa produzione Manzotti e Marenco, rifulge nell’aprirsi
di scenari da libro illustrato, ma anche da gran teatro
miniaturizzato: treni, battelli, biciclette con fanali accesi
corron sui ponti,
nelle strade, nel fiume; ci sono danze rigorose o
spericolate: mai avreste pensato di ammirare tanto una
marionetta che fa la danza del ventre; mai avreste immaginato di
stupirvi tanto nell’accorgervi, quando i musicisti salgono in
scena a ringraziare, che si trattava di marionette. I musicisti
suonano dal vivo, in un arrangiamento di fine Ottocento
gustosissima, ma con le impudenze di una tromba e i tremoloni
d’un pianoforte a quattro mani, e un gruppetto d’archi: c’è
insieme il gusto di una musica accattivante e l’ironia su di
essa. Vive, la rappresentazione, proprio di questa ambiguità
: fare da cabaret a fianco del teatro alla Scala, come in
un’affettuosa, mordente parodia, ma sedurre con tenerezza;
minimizzare ogni effetto, in dimensioni raccolte, ma liberare un
virtuosismo stupefacente. Mentre si sorride e si pensa al buon
tempo, o magari al cattivo tempo passato, non si riesce a non
battere le mani, per la bravura. Mentre si avverte il fascino
che sprigiona la rappresentazione, non si può non pensare con
orgoglio a quante battaglie stia ancora vincendo la compagnia
stabile teatrale più antica d’Italia, la Carlo Colla &
Figli, con il suo allegro fascino, con le sue immagini
ammalianti, con la sua professionale forza, tetragona a ogni
indifferenza, a ogni moda , a ogni mediocrità, e conservata
sorprendente genuina.
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